L’ospite della nona puntata di questa seconda stagione è Vincenzo Marino. Dopo aver frequentato il corso di laurea triennale di Discipline economiche e sociali all’Università degli Studi della Calabria, ha conseguito la laurea magistrale a Genova in Informazione ed editoria. Nel corso degli anni ha collaborato con varie testate tra cui Esquire, Rivista Studio e Repubblica. Dal 2012 al 2015 ha contribuito, come Content e Social Manager, alla realizzazione di quattro edizioni del Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia. Dal 2013 al 2019 ha lavorato per Vice Italia, ricoprendo vari ruoli tra cui producer, host e autore e senior editor del desk italiano di VICE News. Attualmente è content manager di Red Bull Italia e dal dicembre 2019 cura la newsletter Zio, in cui analizza i trend e i consumi culturali della Generazione Z.

Gli studi e Vice Italia

Nella prima parte dell’intervista affrontiamo gli anni della formazione di Marino e l’esperienza a Vice Italia. Dopo una triennale più improntata all’ambito economico sceglie di proseguire gli studi in Informazione ed editoria. Gli anni nella redazione di Vice sono ricordati come anni di sperimentazioni in un ambiente dinamico che ha portato in Italia un modo nuovo di trattare argomenti, formati che poi sono stati anche ripresi e utilizzati da altre testate e altri media. Marino fa anche una riflessione sulla redazione, e su come per lui è stata un ambiente ideale per acquisire determinate competenze.

Raccontare i giovani con Zio

Le tendenze sui social network, i nuovi modi di raccontare l’attualità e la narrazione intorno ad essa sono i temi della seconda parte dell’intervista. L’attenzione si sposta poi sul come raccontare le generazioni più giovani a quelle più vecchie. Secondo Marino qui spesso regna l’incomunicabilità, anche dal punto di vista del linguaggio. Ed è su questo che si basa la newsletter Zio che mira a raccontare il mondo della Generazione Z agli over 30, per non rimanere sulla superficie delle cose che accadono e senza utilizzare etichette estreme. 

Il gonzo journalism e Red Bull Italia

Durante l’intervista parliamo anche del nuovo lavoro di Marino, approdato a fine del 2019 a Red Bull Italia. Ci concentriamo su come sia cambiato il suo metodo lavorativo, cosa significhi creare contenuti per un’azienda, del perché di formati musicali riconoscibili come i “64 bars” e le nuove cose che ha imparato da quando è arrivato a Red Bull. Utilizziamo poi un’etichetta e una definizione, quella del gonzo journalism, per capire come quell’approccio al giornalismo sia stato un punto di partenza per Marino per costruire poi il suo lavoro.

Domande fuori onda

Abbiamo chiesto a Vincenzo Marino di svelarci alcuni segreti del mestiere in cinque domande fuori onda.

  1. Quali sono i libri che ti hanno ispirato per il tuo lavoro?
    “In generale mi piace leggere saggi e approfondire argomenti verticali e specifici, che sia la raccolta di articoli a tema “mondo digitale” (il famigerato Trick Mirror di Jia Tolentino) o una roba sull’intelligenza dei corvi (The genius of birds, Jennifer Ackerman). Se devo unire questo tipo di profondità e il mondo del “romanzo”, dovendo scegliere un titolo vado sul sicuro e ti dico Limonov di Carrère.”
  2. Quali sono i libri che stai leggendo ultimamente e ti stanno piacendo tanto?
    “Di recente sto cercando di uscire un po’ dal mondo della saggistica ma mi ritrovo a leggere sempre storie a tema “digital”, in qualche modo (Il libro dei numeri di Joshua Cohen o La valle oscura di Anna Wiener).”
  3. Ci sono dei gadget tecnologici da cui non puoi separarti?
    “A parte lo smartphone, direi di no.”
  4. Quali sono le migliori App per smartphone o desktop che usi per lavoro?
    “Mi piace avere spazi di lavoro nei quali rovesciare tutto quello che mi passa per la mente e da lì poi fare ordine — anche perché ho una pessima memoria. In poche parole sono mega fan delle app che ti permettono di prendere appunti e categorizzarli all’infinito: sono passato da Evernote a Notion, adesso sono in pace con me stesso solo davanti ai fogli di OneNote.”
  5. Quali sono i Podcast o le newsletter che leggi spesso?
    “Newsletter: Link Molto Belli di Pietro Minto, Complotti di Leonardo Bianchi, Ellissi di Valerio Bassan, BNet di Brian Feld Man, Gen Yeet di Terry Nguien, Charlie del Post, 8 Ball di Sean Monahan, Quisquilie di Valentina Cesarini. Non sono un fan delle newsletter però, e anche quelle che vorrei leggere tantissimo poi mi dimentico di leggerle e mi disiscrivo. Coi podcast invece neanche ci provo: più passa il tempo, più diventano pretenziosi, più mi fanno apprezzare quello di Fedez. Scusate.”

Dove trovare Vincenzo Marino

Sul suo Instagram, Twitter, LinkedIn, Facebook.

Altri link citati nell’intervista


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