Chi vuole diventare giornalista in Italia potrebbe trovarsi di fronte alla scelta di iscriversi a una delle Scuole di giornalismo. Si tratta di un importante passo che potrebbe definire la carriera di chi vuole fare questo mestiere, strettamente correlato al poter diventare un giornalista “professionista”, una figura distinta e prevista dall’ordinamento italiano.

Nella scelta tra scuole bisogna considerare diversi fattori dettati dall’incertezza del contesto in cui ci si muove, soppesando potenziali prospettive future, opportunità, ma anche i costi economici. Per questo è bene fare ordine: la guida che state leggendo ha l’obiettivo di aiutare a capirci di più e, magari, a scegliere più consapevolmente.


Una questione di… ordine

In Italia, la professione giornalistica si regola sulla base dell’appartenenza all’Ordine dei Giornalisti mediante l’iscrizione a due elenchi: l’elenco dei pubblicisti o l’elenco dei professionisti. Le differenze sono queste:

  • I giornalisti pubblicisti svolgono in maniera non esclusiva la professione di giornalista;
  • I giornalisti professionisti dedicano la totalità del loro impegno lavorativo alla professione.

Due fattori da considerare sono le diverse garanzie retributive e previdenziali. Quelle dei professionisti sono più definite e, in generale, superiori rispetto a quelle di un pubblicista. Al pubblicista resta una base minima di diritti garantiti – in teoria – ma non paragonabile alla solidità di un contratto da giornalista professionista.
Per questi motivi può essere utile iscriversi a una scuola di giornalismo. Grazie alla scuola è possibile avere accesso agli esami di stato per diventare giornalista professionista e godere dei vantaggi contrattuali garantiti da questa condizione.
Tuttavia conquistare un contratto simile non è semplice. È una sicurezza difficile da raggiungere per la struttura intrinseca del mercato italiano dei media e per la sua generale condizione economica, oltre che per le stesse modalità di accesso all’elenco dei professionisti.

Approfondimento 1. Un po’ di numeri

Secondo il rapporto AGCOM del 2018 sullo stato della professione giornalistica in Italia, l’80,5% dei lavoratori dipendenti, che si presume siano in larga maggioranza giornalisti iscritti all’elenco dei professionisti, supera i 20.000 euro di reddito annuo. Solo il 36,4% dei freelance riesce a superare questa soglia.

Condizione contrattuale e reddito dei giornalisti italiani

Condizione contrattuale e reddito dei giornalisti italiani, dati in % (Fonte: Osservatorio sul giornalismo, AGCOM novembre 2020)

Diventare giornalisti professionisti si può?

Diventare professionista non è semplice e i dati mostrano che non è una figura così diffusa: solo il 26% degli iscritti all’Ordine dei giornalisti fa parte dell’elenco dei professionisti, a fronte del 67% rappresentato dai pubblicisti. Il resto è costituito da praticanti (0,9%), direttori che fanno parte dell’elenco speciale (5,7%) e da giornalisti stranieri (0,3%).

Dunque, possiamo dire che la maggior parte dei giornalisti italiani ha redditi inferiori ai 20.000 euro, ma la situazione cambia radicalmente in base alla propria condizione contrattuale.

Numero degli iscritti all'Ordine de giornalisti per categoria (Professionisti/Pubblicisti)

Numero degli iscritti all’Ordine dei giornalisti per categoria Professionisti/Pubblicisti (Fonte: Seconda edizione Osservatorio sul giornalismo, AGCOM 2016)

Questi dati riflettono la situazione del mercato del lavoro giornalistico in Italia che si struttura secondo una logica insider-outsider, in cui i lavoratori dipendenti, in larga parte professionisti (gli insider) godono di maggiori tutele, mentre le rimanenti categorie di giornalisti (gli outsider) lavorano in condizioni di precarietà e a basso reddito.


Come diventare giornalista professionista in Italia?

Le scuole di giornalismo non sono l’unica strada verso l’esame di stato per professionisti. Per partecipare all’esame, ed iscriversi così al relativo elenco una volta superati gli esami, vi sono altre due strade: un regolare praticantato di 18 mesi in una redazione e l’istituto del ricongiungimento.
Ricapitolando, dunque, ci sono tre vie per essere ammessi all’esame di stato per diventare giornalista professionista:

  • Il praticantato
  • Il ricongiungimento
  • Le scuole di giornalismo

Vediamo come funzionano nel dettaglio.


Il praticantato

La prima strada – quella del praticantato in redazione – è poco percorribile. Gli ultimi dati disponibili ci dicono che il praticantato è proprio una rarità. Secondo questo rapporto dell’AGCOM, a settembre 2016 si contavano 974 praticanti attivi su un totale di 112.397 iscritti all’Ordine dei giornalisti: una quota dello 0,87%. Di questo numero fanno parte anche gli iscritti alle scuole, di conseguenza la quota di chi ha un regolare contratto da praticante è ancora più basso.

È infatti risaputo che le redazioni non offrono questa disponibilità per la scarsa propensione a proporre un contratto che rispetti i minimi contributivi previsti per un giornalista praticante. Secondo i valori minimi dello stipendio fissati dal contratto nazionale di lavoro giornalistico, un praticante deve infatti percepire, per cominciare, un minimo di 763,8 euro che dopo il 12esimo mese di lavoro sale a 1.244,38 euro. Senza un regolare contratto che rispetti queste cifre non si può essere considerati praticanti e di conseguenza non si può poi accedere all’esame di stato per iscriversi all’elenco dei professionisti.


Una via “alternativa”, il ricongiungimento

Ci sarebbe anche un’altra via, chiamata “ricongiungimento”. Riguarda i giornalisti pubblicisti iscritti all’ordine da almeno cinque anni in grado di dimostrare lo svolgimento di attività giornalistica almeno negli ultimi tre anni con rapporti di collaborazione “coordinata e continuativa” con una o più testate, e, soprattutto, retribuita secondo dei minimi stabiliti. Superato questo scoglio serve presentare la propria produzione giornalistica e dimostrare la frequenza di seminari e di corsi di formazione organizzati dall’Ordine dei giornalisti.


Le scuole di giornalismo

Diventare giornalisti professionisti, dunque, non è affatto semplice e come confermano i dati raccolti, il praticantato è quasi un’eccezione. Rimane dunque la strada delle scuole di giornalismo.
Entriamo così nel cuore della nostra guida sul tema.


Stai per entrare nel cuore della guida alle scuole di giornalismo in Italia. Si tratta di un lavoro in divenire: richiederà tempo come per ogni lavoro ben fatto. Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti gli aggiornamenti.

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Le scuole di giornalismo in Italia

Le scuole di giornalismo autorizzate dall’Ordine dei giornalisti in Italia sono in tutto dodici e hanno una durata biennale. Le iscrizioni seguono l’andamento dei corsi e hanno anch’esse cadenza biennale.

Al termine dei due anni, strutturati sotto forma di master universitario, si può accedere all’esame di stato per diventare giornalista professionista. Al momento dell’iscrizione si entra infatti automaticamente a far parte del registro dei praticanti della regione in cui è ubicata la scuola.

Di seguito l’elenco completo delle 12 Scuole di giornalismo in Italia, suddivise per anno di inizio del biennio. Per ognuna troverete un link a una scheda con tutte le informazioni disponibili:

Città Scuola Costo iscrizione, all’ultimo bando Probabili o dichiarate prossime iscrizioni Bienni attivi in questo momento
Bari Master biennale di I livello in Giornalismo dell’Università di Bari € 8.000,00 2022 2020 – 2022
Bologna Master biennale di I livello in Giornalismo – Alma Mater Studiorum Università di Bologna € 12.000,00 Primavera 2022 2019 – 2021
Milano Master biennale di I livello in Giornalismo a Stampa, Radiotelevisivo e Multimediale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore € 17.200,00 Autunno 2021 2019 – 2021
Milano Master biennale di I livello in Giornalismo della Libera Università di Lingue e Comunicazione IULM € 19.000,00 Autunno 2021 2019 – 2021; 2020 – 2022
Milano Master biennale di I livello in giornalismo dell’Università degli Studi di Milano/IFG – (Scuola di giornalismo “Walter Tobagi”) € 14.000,00 2022 2020 – 2022
Napoli Master biennale di I livello in Giornalismo dell’Università Suor Orsola Benincasa € 14.400,00 2022 2020 – 2022
Perugia Centro Italiano di Studi Superiori per la Formazione e l’Aggiornamento in Giornalismo Radiotelevisivo € 12.000,00 2022 2020 – 2022
Roma Master biennale di I livello in Giornalismo della Libera Università SS. Assunta (LUMSA) € 20.000,00 2022 2020 – 2022
Roma Scuola Superiore di Giornalismo “Massimo Baldini” dell’Università LUISS Guido Carli € 21.000,00 Autunno 2021 2019 – 2021
Fisciano (SA) Master di I livello denominato “Scuola di Giornalismo Post Laurea” dell’Università di Salerno € 8.000,00 inattiva nessuno
Torino Master in Giornalismo “Giorgio Bocca” dell’Università di Torino € 13.000,00 2022 2020 – 2022
Urbino Istituto per la Formazione al Giornalismo € 12.000,00 2023 2021 – 2023

Bienni che inizieranno nell’autunno 2021

  • Milano. Master biennale di I livello in Giornalismo a Stampa, Radiotelevisivo e Multimediale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore

L’Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo dell’Università Cattolica del Sacro cuore organizza il “Master Universitario biennale di primo livello in Giornalismo a stampa, radiotelevisivo e multimediale.

Il master della Cattolica è uno dei tre master in giornalismo autorizzati dall’Ordine dei giornalisti che si può trovare a Milano: clicca qui per leggere la scheda completa.

  • Milano. Master biennale di I livello in Giornalismo della Libera Università di Lingue e Comunicazione IULM

Nell’offerta formativa della Libera università di lingue e comunicazione IULM di Milano c’è anche un Master in Giornalismo riconosciuto dall’Ordine dei giornalisti.
Lo IULM è da sempre in rapporti privilegiati con Mediaset: gli stage saranno infatti svolti prevalentemente in queste redazioni.
In generale, il master si presenta con l’obiettivo di formare giornalisti “dell’era multimediale e digitale”.

Per leggere la scheda completa clicca qui.

  • Roma. Scuola Superiore di Giornalismo “Massimo Baldini” dell’Università LUISS Guido Carli

La Scuola di giornalismo della Luiss fa parte dell’omonima università privata, la Libera Università degli Studi Sociali Guido Carli con sede a Roma.

Per leggere la scheda completa di tutte le info utili clicca qui.

Bienni che inizieranno nel 2022 (o che sono iniziati in ritardo, nel 2021, e che quindi potrebbero slittare al 2023)

Qui trovate l’elenco delle scuole a cui sarà possibile iscriversi nel 2022 e i cui bienni sono quindi iniziati nel 2020. Man mano che verranno pubblicati i bandi, dall’anno prossimo troverete anche qui le singole schede informative.

  • Bologna. Master biennale di I livello in Giornalismo – Alma Mater Studiorum Università di Bologna

Il Master biennale in Giornalismo dell’Università di Bologna, nelle parole del suo sito «garantisce una preparazione professionale completa e multisettoriale».

Nel secondo semestre del secondo anno si può scegliere tra due indirizzi di specializzazione: “Giornalismo, arte e cultura” e “Giornalismo economico”, di crica 60 ore ciascuno.

Il biennio in corso, 2019-2021, terminerà a novembre, ma il prossimo non inizierà prima del nuovo anno: la segreteria del master ha riferito a Giornalisti al Microfono che il prossimo bando verrà pubblicato nella primavera del 2022 in vista dell’inizio del nuovo biennio, 2022-2024, che inizierà in autunno.

  • Bari. Master biennale di I livello in Giornalismo dell’Università di Bari

Il Master in Giornalismo dell’Università Aldo Moro di Bari è alla sua ottava edizione ed è una delle due scuole attive al momento del sud Italia.

Il biennio attuale è il 2020 – 2022 e conta 12 persone ammesse. Il prossimo biennio inizierà probabilmente nel 2022. Aggiorneremo la pagina quando sarà pubblicato il bando della scuola.

  • Milano. Master biennale di I livello in giornalismo dell’Università degli Studi di Milano/IFG – (Scuola di giornalismo “Walter Tobagi”)

La Walter Tobagi fa parte dell’Università degli studi di Milano: è la scuola di giornalismo più antica e gode di una certa fama.

Il biennio attuale è il 2020 – 2022 e conta 30 persone ammesse. Il prossimo biennio inizierà probabilmente nel 2022. Aggiorneremo la pagina quando sarà pubblicato il bando della scuola.

  • Napoli. Master biennale di I livello in Giornalismo dell’Università Suor Orsola Benincasa

Il biennio di questo master è iniziato a marzo 2021. Gli ammessi, 13, sono slittati fino alla 18esima candidata. È una delle due scuole di giornalismo del sud Italia.

Anche se partito in ritardo il biennio attuale rimane denominato 2020 – 2022 e conta 13 persone ammesse. Il prossimo biennio inizierà probabilmente nel 2022. Aggiorneremo la pagina quando sarà pubblicato il bando della scuola.

  • Perugia. Centro Italiano di Studi Superiori per la Formazione e l’Aggiornamento in Giornalismo Radiotelevisivo

La scuola di giornalismo di Perugia ha un rapporto molto stretto con la RAI ed è specializzata in giornalismo televisivo.

Il biennio attuale è il 2020 – 2022 e conta 18 persone ammesse. Il prossimo biennio inizierà probabilmente nel 2022. Aggiorneremo la pagina quando sarà pubblicato il bando della scuola.

  • Roma. Master biennale di I livello in Giornalismo della Libera Università SS. Assunta (LUMSA)

La scuola di giornalismo dell’università LUMSA di Roma è alla sua dodicesima edizione.

Il biennio attuale è il 2020 – 2022 e conta 20 persone ammesse. Il prossimo biennio inizierà probabilmente nel 2022. Aggiorneremo la pagina quando sarà pubblicato il bando della scuola.

  • Torino. Master in Giornalismo “Giorgio Bocca” dell’Università di Torino

Il Master in Giornalismo “Giorgio Bocca” di Torino è nato nel 2004 ed è l’unica scuola di giornalismo del nord-ovest.

Il biennio attuale è il 2020 – 2022 e conta 20 persone ammesse. Il prossimo biennio inizierà probabilmente nel 2022. Aggiorneremo la pagina quando sarà pubblicato il bando della scuola.

  • Urbino. Istituto per la Formazione al Giornalismo

Il biennio dell’Istituto per la formazione al giornalismo di Urbino è iniziato in ritardo a causa della Pandemia. Gli ammessi, 13 persone, sono stati annunciati a metà febbraio 2021

Dunque il biennio attuale è il 2021-2023 (che in origine doveva essere il 2020-2022) e, come detto, conta 13 persone ammesse. Il prossimo biennio inizierà probabilmente nel 2023. Aggiorneremo la pagina quando sarà pubblicato il bando della scuola.

  • Fisciano (Salerno). Master di I livello denominato “Scuola di Giornalismo Post Laurea” dell’Università di Salerno

Al momento inattiva. Come riporta Professione Reporter: «Nelle ultime sei sessioni dell’esame di Stato per diventare giornalisti, dall’aprile 2018 a oggi, la Scuola di Salerno ha presentato in tutto 6 allievi».


Come si diventa studenti di una scuola di giornalismo?

Ogni scuola ha una storia propria, testate giornalistiche o aziende di riferimento e peculiarità didattiche. Tutte hanno però in comune le modalità di accesso fissate dall’Ordine dei giornalisti nel “Quadro di indirizzi per l’autorizzazione, la regolamentazione e il controllo delle scuole di formazione al giornalismo” consultabile qui.

La selezione si divide in tre fasi. Per iniziare l’iter di selezione l’unico prerequisito è il possesso della laurea triennale. La selezione è motivata dal numero limitato di posti disponibili per ogni scuola, che vanno da un minimo di 10 a un massimo di 30.


La preselezione basata sui titoli

Nella prima fase sono fondamentali i titoli in vostro possesso: certificazioni di lingue, iscrizione all’elenco dei pubblicisti, corsi connessi all’attività giornalistica, master. Più titoli e riconoscimenti avrete, più punti totalizzerete, secondo le modalità specificate nei bandi delle scuole.

In linea generale vengono considerati:

  • punteggio del diploma di laurea, della laurea triennale, della laurea specialistica o dell’eventuale laurea magistrale;
  • frequenza di corsi di specializzazione o di perfezionamento utili all’esercizio del giornalismo;
  • eventuale iscrizione all’elenco dei giornalisti pubblicisti;
  • conoscenza certificata di lingue straniere.

Punteggi della preselezione

Il punteggio massimo ottenibile è 60. Alle lauree verrà attribuito un valore da 10 a 30 (in base al voto finale), mentre per i corsi utili all’esercizio del giornalismo, per l’iscrizione all’elenco dei pubblicisti e la conoscenza di lingue estere (oltre l’inglese) verranno assegnati tre punteggi, singolarmente non superiori a 10.
Quindi, ricapitolando:

  • Voto di laurea: da 10 a 30 punti
  • Corsi utili all’esercizio del giornalismo: fino a 10 punti
  • Iscrizione all’elenco dei giornalisti pubblicisti: 10 punti
  • Certificazioni linguistiche: fino a 10 punti


La prova scritta

Chi rientra in questa prima graduatoria dovrà poi affrontare tre prove scritte:

    1. Lo svolgimento di un argomento di attualità scelto dal candidato tra quelli indicati dalla Commissione esaminatrice (60 righe di 60 caratteri);
    2. La sintesi di un ampio articolo o di più lanci di agenzia in un massimo di 15 righe;
    3. Quiz su argomenti di cultura generale.

Chi supera le prove scritte con un punteggio di almeno 36/60 passa alle due prove orali.


La prova orale

La prima delle prove orali consiste nell’accertamento, da parte di un insegnante o di un esperto di lingua madre, della padronanza della lingua inglese. La seconda è un colloquio individuale con i componenti della Commissione della scuola su argomenti di attualità.
Anche per l’orale, il punteggio minimo per essere promossi è 36/60. Dalla media tra i punteggi ottenuti nelle prove scritte e orali si forma la graduatoria finale che dirà chi ce l’ha fatta o meno. In caso di parità, ci si attiene alla graduatoria per titoli. In caso di ulteriore parità si tiene conto del punteggio nella prova scritta, quindi di quello nella prova di inglese ed, eventualmente, della minore età.
Come detto, i posti disponibili variano da un minimo di 10 a un massimo di 30, ma in ogni caso il numero degli allievi ammessi al corso non può essere superiore alla metà di coloro che hanno completato la prova scritta.


Cosa si studia nelle scuole di giornalismo?

Nei due anni di scuola si seguono lezioni e si sostengono esami proprio come all’università, il tutto mentre si fa anche parte della redazione della testata della scuola: è qui che si svolge il praticantato giornalistico. Le materie affrontate variano da scuola a scuola, ma le macroaree sono queste:

    • Sistema dell’informazione e del giornalismo;
    • Fonti, regolamentazione e fondamenti culturali dell’informazione;
    • Etica e deontologia;
    • Tecniche multimediali e sviluppo tecnologico;
    • Lavoro autonomo, uffici stampa, evoluzione del mercato del lavoro

Nei due anni sono anche previsti degli stage in testate giornalistiche convenzionate con la scuola, una possibilità potenzialmente unica per entrare in contatto con le realtà editoriali italiane e, in alcuni casi, internazionali. Alcuni studenti delle scuole restano poi in contatto con le redazioni in cui hanno svolto lo stage, diventandone collaboratori o, più raramente, dipendenti fissi.


Quali sono le migliori scuole di giornalismo in Italia? Alcune dritte per scegliere la scuola giusta

È difficile dire quali scuole siano migliori di altre, non è l’obiettivo di questa guida, ma nella scelta di una scuola sarebbe bene valutare questi parametri:

  • Costo: ne vale la pena rispetto all’offerta?

  • Borse di studio: quante sono e come si accede?

  • Offerta formativa: quali materie si studiano?

  • Qualità delle produzioni: dare un’occhiata ai siti delle redazioni delle scuole (in cui gli studenti pubblicano i loro prodotti giornalistici) o ai loro profili social  può dare un’idea di come ci si approccia al giornalismo nella scuola in questione. Coincide con le vostre idee?

  • Stage: quali sono i partner della scuola in cui si possono svolgere gli stage?

  • Città: Quali redazioni sono presenti nella città in cui ha sede la scuola? Qual è il costo della vita in quella città?


Le scuole di giornalismo: pro e contro

Investire in una scuola di giornalismo è una decisione importante da prendere. Alla luce di quanto scritto sin qui, è utile mettere insieme i pro e i contro per valutare cosa fare in base ai propri obiettivi.

I pro

  • Sostituiscono il praticantato: le scuole sono un’alternativa al praticantato, come abbiamo visto difficile da ottenere nelle redazioni;
  • Gli stage: sono una grande – e a tratti unica – opportunità di contatto con il mondo delle redazioni. È qui che si giocano le proprie carte per impostare un primo rapporto di lavoro;
  • L’accesso agli esami di stato: le scuole garantiscono l’accesso agli esami di stato per diventare giornalisti professionisti, un fattore potenzialmente decisivo nella costruzione di una carriera, viste le garanzie retributive e previdenziali decisamente più solide rispetto a quelle di un freelance;
  • Occasioni di crescita e confronto: se si incontrano buoni docenti o ci si trova in redazione per gli stage, ci sono possibilità uniche di “contatto” con questo mondo, difficilmente replicabili “fuori” dalle redazioni (quando si è collaboratori esterni come freelance, magari).

I contro

  • I costi della scuola: In primo luogo, il costo. Sono dei master biennali che hanno dei costi decisamente elevati e non alla portata di tutti. Si va dagli 8.000 euro dell’Università di Bari ai 21.000 euro della Luiss;
  • Il costo della vita mentre si studia: al costo della retta bisogna infatti aggiungere il costo della vita – per due anni – nella città in cui si trova la scuola. Le scuole offrono delle borse di studio a copertura totale o parziale della retta, ma la disponibilità varia parecchio da scuola a scuola. Attenzione: sotto l’aspetto fiscale si configurano come reddito assimilato a quello da lavoro dipendente (parlatene con il vostro commercialista);
  • L’impegno: non è possibile lavorare mentre si frequenta una scuola. Si tratta di un impegno a tempo pieno (in media sette ore al giorno) per almeno cinque giorni a settimana che porta via del tempo anche mentre si è a casa per studio o altri progetti da portare avanti;
  • Nessuna garanzia di lavoro appena finita la scuola: non c’è niente di automatico. La scuola garantisce i contatti, ma molto dipenderà da altre contingenze e da voi.


Le scuole di giornalismo servono?

Rispondere in modo univoco a questa domanda non è possibile e non spetta a noi. Il numero dei posti disponibili nelle scuole di giornalismo è limitato e lascia diverse incertezze sul futuro: crearsi delle alternative in caso di mancato accesso potrebbe essere un buon consiglio.
Inoltre, la scuola non è sinonimo di accesso automatico al mondo del lavoro, così come non lo è la condizione di giornalista professionista e in più, si tratta di un investimento consistente.

Non è neanche detto che dopo uno stage una redazione vi proponga un contratto di lavoro.
Ma queste poche possibilità potrebbero essere anche le uniche a vostra disposizione. Dovrete metterci tanto del vostro e sperare di trovare condizioni favorevoli, ponderando attentamente tutte le informazioni contenute nella nostra guida.
Potete trovare altre informazioni utili in questo approfondimento del Post.



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