L’ospite della dodicesima puntata di questa seconda stagione è Nicolò Porcelluzzi, giornalista ed editor al Tascabile.

Nicolò Porcelluzzi ha conseguito la laurea triennale in Lingue e civiltà moderne e contemporanee, successivamente quella magistrale in English and American Studies all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Dal 2010 al 2016, ha lavorato per la rivista letteraria inutile. Qui ha iniziato i lavori di editing, social media management e la cura di un progetto editoriale, ruoli e competenze che ha portato avanti anche in progetti successivi. Dal 2016 al 2017 è infatti stato content editor per Alkemy e dal 2016 è editor per Il Tascabile, rivista edita da Treccani. Ha collaborato con Internazionale, l’Ultimo Uomo, Prismo, Rivista Studio e The Towner.

Porcelluzzi è anche autore di podcast. Il primo è uscito nel 2019, sul tema Brigate rosse e terrorismo degli anni Settanta dal titolo La bomba in testa e nel 2020 ha poi pubblicato il suo secondo podcast intitolato Stragisti d’Italia, che indaga invece la storia del terrorismo di destra in Italia. Entrambi sono usciti per la piattaforma Storytel. È inoltre co-autore insieme a Matteo De Giuli di MEDUSA, una newsletter sull’Antropocene, sul cambiamento climatico e sul rapporto tra natura e cultura.

Gli inizi e Il Tascabile

Nella prima parte dell’intervista ripercorriamo gli studi di Nicolò Porcelluzzi e il suo percorso contraddistinto da lauree umanistiche. Ripercorriamo i primi passi nel mondo della scrittura e la sua scoperta della rivista inutile. Successivamente parliamo anche delle esperienze di quel periodo, poi dei lavori giornalistici fatti con Alkemy e infine al Tascabile.

Scrivere della crisi climatica con MEDUSA

MEDUSA, newsletter di cui Porcelluzzi è co-autore con Matteo De Giuli, è il tema centrale dell’episodio. Parliamo qui di come è nata l’idea e di come si è evoluta nel tempo. Trattiamo anche del rapporto con De Giuli, suo collega a Il Tascabile, e Not, rivista di NERO, e di come nascono i numeri della newsletter e della sentita necessità di raccontare la paura di vivere in un pianeta sempre più complicato da abitare.

I podcast con Storytel

Nell’ultima parte della puntata la discussione si è spostata sui due podcast che Porcelluzzi ha scritto e narrato per Storytel. La bomba in testa e Stragisti d’Italia si presentano come due lavori strettamente collegati tra loro caratterizzati, oltre che da un profondo interesse, anche da un linguaggio fatto per arrivare a un vasto pubblico e soprattutto alle nuove generazioni. I vuoti (o i presunti vuoti) nella storia collettiva del nostro paese sono quindi esplorati per portare alla luce temi poco raccontati nelle scuole, le cui tracce, nelle nostre città e nelle nostre piazze, sono poco evidenti.

Domande fuori onda

Abbiamo chiesto a Nicolò Porcelluzzi di svelarci alcuni segreti del mestiere in cinque domande fuori onda.

  1. I tuoi libri di ispirazione a livello giornalistico?
    «Sono lavori molto diversi tra loro, e variopinti, ci provo. Per MEDUSA: gli scritti di Queneau, Warburg, Haraway, una mostra di Armin Linke al PAC, e altre cose che spero non si offendano. Per i podcast sugli anni Settanta: Armi e bagagli di Enrico Fenzi, Un contadino nella metropoli di Prospero Gallinari, Diario di una giurata popolare di Adelaide Aglietta, tutto Zavoli, Adriano Sofri. Se si parla di letteratura, mi vengono in mente Nabokov, WoolfGadda, Meneghello, ma per queste cose si va a periodi».
  2. Libri che stai leggendo ultimamente e che ti stanno piacendo tanto?
    «Il dio che danza di Paolo Pecere, I racconti di Cechov».
  3. Gadget tecnologico da cui non puoi separarti?
    «L’iPhone, mio malgrado».
  4. App che usi per lavoro?
    «Le più frequenti sono Slack, Mailchimp, Gmail».
  5. Podcast o newsletter che leggi spesso?
    «Podcast: RadiolabSwitched on PopProblemi di Zenti, quelli di Fenomeno. Però ne ascoltavo prima della pandemia, poi sempre meno, ora è da qualche mese che non ne ascolto uno; Newsletter: Link Molto Belli di Pietro Minto, Ghinea di Gloria Baldoni, Francesca Massarenti e Marzia D’Amico, Garbage Day di Ryan Broderick, BNet di Brian Feldman».

Dove trovare Nicolò Porcelluzzi

Sul suo Twitter o LinkedIn.

Altri link citati nell’intervista


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