Il giornalismo del 2018: finanze, fiducia, semplicità

In questo ciclo di articoli che si intervallerà con il podcast proveremo a capire i trend giornalistici in arrivo (oggi le finanze, fiducia, semplicità) sfruttando i punti di vista dei professionisti interpellati da Nieman Lab.

Nel 2018 il giornalismo punterà sulla messa a punto del modello di sostenibilità, in forti sforzi per migliorare la fiducia nei media e nello sviluppo di formati utili alla distribuzione semplice dei contenuti.

La sostenibilità al primo posto

Le strategie mobile-first continueranno ad essere fondamentali per raggiungere il pubblico in maniera più massiccia (ormai tantissimi utenti navigano prevalentemente da smartphone, abbiamo visto le strategie mobile assieme a Marco Castelnuovo, ndt). Infatti il basso costo dell’innovazione su queste piattaforme consentirà una maggiore sperimentazione. Però nessuna di queste novità avverrà senza aver prima messo le basi di un modello di business. Nessuna redazione lancerà una nuova iniziativa senza un piano chiaro per la sua sostenibilità finanziaria. Alcuni esperimenti di questo genere li vediamo già con il New York Times che taglierà ancora gli articoli gratuiti da 10 a 5 al mese per generare maggiori abbonamenti. In Italia una cosa simile sta avvenendo con La Rep, la nuova web-app di La Repubblica che avrà un abbonamento di 9,99 euro al mese con il meglio del cartaceo e dei media tradizionali.

La fiducia è una cosa seria

Le agenzie di stampa, le fondazioni e le organizzazioni non profit intraprenderanno importanti sforzi per provare a guidare e rafforzare la fiducia nel giornalismo. In un contesto in cui Donald Trump attacca quotidianamente la credibilità delle organizzazioni giornalistiche (ma in Italia ci sono dinamiche simili, ndt), vedremo più sforzi che vanno dagli slogan come “Democracy Dies in Darkness” del The Washington Post a The Trust Project (a cui ha aderito anche La Stampa, ndt), che mira a creare standard di trasparenza nel giornalismo per costruire un clima di ritrovata fiducia nella stampa. Tutti gli sforzi per la fiducia evidenzieranno due elementi: chiarezza e coinvolgimento. La chiarezza espressa sotto forma di spiegazioni, mini-biografie dei giornalisti impegnati e autori degli articoli, una chiara differenziazione tra cronaca e opinioni. Il coinvolgimento consentirà al pubblico di diventare comunità intorno al giornale e di essere parte del processo di creazione della notizia, attraverso idee e commenti. Dunque sarebbe un giornalismo di maggiore impatto, in parte perché la stessa comunità richiederebbe determinate nuove storie.

Semplicemente semplice

Le agenzie di stampa e i giornali si concentreranno su progetti per indirizzare piccoli contenuti direttamente sugli smartphone. Tutto questo nella massima semplicità. Dunque vedremo un ritorno di alcuni formati ad oggi considerati “retro” e di vecchie piattaforme di distribuzione come le newsletter (le loro utilità è stata verificata anche con Francesco Costa e la sua Da Costa a Costa, ndt), i micro report (come i canali di Telegram e i broadcast di Whatsapp) sui cellulari, podcast, bot e quindi contenuti di piccole dimensioni facili da digerire sul proprio dispositivo mobile.

Traduzione dell’articolo “Revenue-first journalism” con le opinioni di José Zamora.

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Autore: Francesco Guidotti

Appassionato e curioso della novità. Scrivo dal 2011. Ho fondato Barre di Plutonio, ho collaborato con Basketinside.com, TeleIride, ItalHoop, Sportando e Firenze Basketblog. Adesso mi lancio (sperando di non farmi male) anche nel progetto Giornalisti al Microfono.

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