L’ospite della undicesima puntata di questa seconda stagione è Emanuele Atturo, autore romano che vive e lavora nella capitale.

Ha conseguito la laurea triennale in Letteratura comparata all’università Sapienza di Roma per poi spostarsi a Bologna per laurearsi in Semiotica nel 2014.

Fin da subito si occupa di cultura pop, sport e sottoculture collaborando con varie riviste culturali, tra le quali Nuovi Argomenti, IL, Atlas Magazine, Rolling Stone Italia, Dude Mag e minima&moralia. Ha co-fondato il blog di approfondimento sportivo Crampi Sportivi ed è capo-redattore dell’Ultimo Uomo. È anche tra i podcaster fondatori del network di Fenomeno, dove è tra i conduttori di Riserva, Pendolino e Quiet Please.

La laurea in semiotica e le prime esperienze

Nella prima parte dell’intervista ripercorriamo gli inizi della carriera e degli studi di Emanuele Atturo, parlando della sua formazione a Roma e a Bologna durante il corso di Laurea in Semiotica. Tocchiamo poi le prime collaborazioni e esperienze con i media, l’intenzione di parlare di cultura pop e sport, la passione nel progettare riviste digitali e la nascita del progetto Crampi Sportivi. Da qui affrontiamo il contatto con Daniele Manusia e Timothy Small e l’inizio del lavoro all’Ultimo Uomo.

La narrazione del giornalismo sportivo

La seconda parte dell’intervista è incentrata sull’espansione dell’Ultimo Uomo e degli obiettivi che come redazioni si sono dati per portare contenuti di approfondimento, leggeri e divertenti, di racconto. Parliamo anche del pubblico appassionato di sport, di come stia diventando sempre più competente e di come questo comporti una competenza maggiore dei giornalisti e di chi scrive di sport. Un altro tema interessante consiste è quello della comunicazione aziendale delle squadre, delle società e degli atleti che taglia fuori i giornalisti e che quindi richiede uno sguardo critico.

I podcast sportivi e culturali

Infine, nell’ultima parte della puntata, abbiamo parlato anche di podcast e La Riserva, di cui Emanuele Atturo con Daniele Manusia e Simone Conte è conduttore. Ripercorriamo il caso del crowdfunding aperto su Patreon, con circa 600 donatori mensili, quello del podcast Pendolino con Dario Saltari e Marco D’Ottavi, e facciamo un ragionamento sul senso di irrealtà e di sogno che accompagna i due mondi del calciomercato e del fanta-calcio.

Domande fuori onda

Abbiamo chiesto a Emanuele Atturo di svelarci alcuni segreti del mestiere in cinque domande fuori onda.

  1. I tuoi libri di ispirazione a livello giornalistico?
    «Quattro libri e degli articoli che non sono libri ma importanti:
    Essere in gioco: calcio e cultura tra Brasile e Italia di Paolo Demuru
    Tennis, tv, trigonometria tornado (e altre cose divertenti che non farò mai più) di David Foster Wallace
    The Meaning of Sports di Michael Mandelbaum
    Il Barça di Sandro Modeo
    – Tutti gli articoli di Brian Phillips su Grantland».
  2. Libri che stai leggendo ultimamente e che ti stanno piacendo tanto?
    «L’ho letto ormai qualche mese fa, ma Le civette impossibili di Brian Phillips, uscito per Adelphi, è un libro incredibile di uno dei miei scrittori preferiti. I saggi sull’Alaska e sulla regina Elisabetta i miei preferiti. Futuromania di Simon Reynolds è una raccolta di articoli scritti in periodi molto diversi, quindi è un tantino sconnesso, ma la scrittura saggistica di Reynolds per me è un connubio speciale di ricercatezza stilistica e competenza. Per la narrativa Racconto d’autunno di Landolfi; tra i libri sportivi belli letti di recente Wimbledon di Gianni Clerici, che pensavo fosse una semplice operazione commerciale, invece la scrittura di Clerici è sempre piena di sorprese».
  3. Gadget tecnologico da cui non puoi separarti?
    «Direi la scheda audio e i microfoni con cui registriamo i podcast, e a cui ogni sera, a turno, facciamo fare il tragitto dall’ufficio a casa per paura ce li rubino (ci sono molti furti nel quartiere). Quindi diciamo che non mi ci posso separare letteralmente».
  4. App che usi per lavoro?
    «Pocket, che è il cimitero dei nostri sogni di erudizione e aggiornamento; Slack per parlare di lavoro; NTS per ascoltare playlist di musica sconosciuta; The Athletic sullo sport».
  5. Podcast o newsletter che leggi spesso?
    «Per i podcast mi fermo sullo sport: Zonal Marking di Michael Cox, Guardian football weekly, No Challenges remaining di Ben Rothenberg. Per le newsletter: la classica Link molto belli di Pietro Minto, Zio di Vincenzo Marino sulla generazione z, Charlie de Il Post sulle questioni di editoria e giornalismo. Mi piace molto la newsletter di AEON Magazine, quando la apro penso che è la rivista dei miei sogni, poi leggo al massimo un articolo a settimana. Per la musica: PAPER BOI e PARALLELO. Sullo sport, Zarina di Giorgia Bernardini e Masinen di Massimiliano Macaluso».

Dove trovare Emanuele Atturo

Sul suo Instagram, Twitter, LinkedIn, Facebook.

Altri link citati nell’intervista


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