L’ospite della quinta puntata di questa seconda stagione è una giornalista molto giovane che vanta già una numerosa lista di esperienze. Stiamo parlando di Cecilia Sala, che attualmente si divide tra la redazione di Otto e Mezzo e la carriera da giornalista freelance. Già prima degli studi in Economia Internazionale all’Università Bocconi, si affaccia sul mondo del giornalismo arrivando a collaborare molto presto con Vice Italia e poi con Servizio Pubblico a La7. Nel corso degli anni la sua carriera decolla, autrice di reportage e specializzata in politica estera, in particolare nei paesi latino-americani, scrive anche per Wired, Vanity Fair e L’Espresso. È la creatrice insieme a Chiara Lalli di Polvere, un podcast di 8 puntate dedicato al caso dell’omicidio di Marta Russo, uscito lo scorso settembre e divenuto in breve tempo uno dei podcast più ascoltati in Italia, superando nel giro di un paio di mesi i 200 mila download.

Gli studi e i primi anni

La prima parte dell’intervista è dedicata ai primi anni della carriera di Cecilia Sala che inizia in giovanissima età a collaborare con Vice Italia, mentre ancora sta frequentando il corso in Economia Internazionale all’Università Bocconi. Dopo l’esperienza a Vice, un altro tassello importante della sua formazione è la parentesi a Servizio Pubblico di Michele Santoro su La7.

La dimensione del freelance e la politica estera

Nella seconda parte dell’intervista affrontiamo le sfaccettature del suo lavoro da freelance come giornalista specializzata in politica estera, con un’attenzione particolare ai paesi del Sud America. Riflettiamo sull’impatto che queste storie hanno nella nostra dieta informativa in Italia e su quanto, via via nel tempo, la copertura di certi paesi stranieri sia diminuita o abbia perso rilevanza innescando un circolo vizioso di disinteresse. Parliamo anche di come sia complicato raggiungere una piena sostenibilità economica lavorando solo come inviata freelance e di come quindi riesca ad organizzarsi con la sua occupazione in redazione.

Polvere

Infine, nella parte finale della puntata volgiamo la nostra attenzione a Polvere, il podcast realizzato insieme alla collega Chiara Lalli. Si tratta di una storia che le ha interessate quasi fin dal principio e dal suo inizio nel 1997. Questo podcast ha vissuto una gestazione e una lavorazione che le ha occupate per circa un anno e mezzo, con un’intensa consultazione di materiale.

Domande fuori onda

Abbiamo chiesto a Cecilia Sala di svelarci alcuni segreti del mestiere in quattro domande fuori onda.

  1. I tuoi libri di ispirazione a livello giornalistico?
    «Lo scandalo del secolo. Scritti giornalistici 1950-1984 di Gabriel García Márquez, L’inviato speciale di Evelyn Waugh, Diario Russo di John Steinbeck e Robert Capa, Niente e così sia e Gli antipatici di Oriana Fallaci, Vengeance: The True Story of an Israeli Counter-Terrorist Team di George Jonas».
  2. Libri che stai leggendo ultimamente e che ti stanno piacendo tanto?
    «Sotto copertura di Amaryllis Fox, Who Thought This Was a Good Idea? And other questions you should have answers to when you work in the White House di Alyssa Mastromonaco».
  3. Gadget tecnologico da cui non puoi separarti?
    «Il microfono “pulce” della RODE da collegare all’iPhone».
  4. Podcast o newsletter che leggi spesso?
    «Acolto Intelligence Matters di CBS News Radio e leggo la newsletter Limes Premium».

Dove trovare Cecilia Sala

Sul suo Instagram, Twitter, LinkedIn, Facebook.

Altri link citati nell’intervista


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